Come il ferreo vincolo del terrore è inteso a impedire che, con la nascita di ogni nuovo essere umano, un nuovo inizio prenda vita e levi la sua voce nel mondo, così la forza autocostrittiva della logicità è mobilitata affinchè nessuno cominci a pensare, un’attività che essendo la più libera e pura fra quelle umane, è l’esatto opposto del processo coercitivo della deduzione. […] Come il terrore distrugge tutti i legami fra gli uomini, così l’autocostrizione del pensiero ideologico distrugge tutti i legami con la realtà, (…) gli individui perdono la capacità di esperienza e di pensiero.
Il suddito ideale del regime totalitario è l’individuo per il quale la distinzione tra realtà e finzione, fra vero e falso non esiste più.
[…]Distruggendo ogni spazio fra gli individui, comprimendoli l’uno contro l’altro, si annientano anche le potenzialità creative dell’isolamento; insegnando ed esaltando il ragionamento logico dell’estraniazione, in cui l’uomo sa di essere completamente perduto se lascia andare la prima premessa da cui prende l’avvio l’intero processo, si eliminano le già scarse probabilità di una trasformazione dell’estraniazione in solitudine e della logica in pensiero.
L’estraniazione organizzata è infinitamente più pericolosa dell’impotenza disorganizzata.